Glauco Ghilardi 2016
Chiesa Cuore Immacolato di Maria - Avellino

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Hauptwerk (I Manuale)
1) Principal 8’ 95% stagno (in facciata da mi1)
2) Hohlflote 8’ 30% stagmo (prime canne con n° 1)
3) Octave 4’ “
4) Rohrflote 4’ “
5) Quinte 3’ “
6) Nasat 3’ “
7) Octave 2’ “
8) Mixtur IV-V “ 
 

Unterpositiv (II Manuale)
9) Gedackt 8’ (prime canne legno)
10) Viol di Gamba 8’ 50% (prime canne col n° 9)
11) Spitzflote 4’ 30% stagno
12) Waldflote 2’ “
13) Sesquialtera II “
14) Trompete 8’ “

Pedal
15) Subbass 16’ abete
16) Fagott 16’ 30% sn.

 

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ghilardi_e_fra_roberto.jpgEra il 25 Novembre 2007 quando lanciai il piano programmatico per il restauro della Parrocchia “Cuore Immacolato della B. V. Maria”. Erano trascorsi appena due mesi che avevo preso possesso di questa realtà. Tra le cose da fare programmavo la costruzione di un organo meccanico a canne.
Gli anni passavano ma dell’organo ancora nessuna idea: c’erano lavori più importanti da portare avanti.
Finalmente nel Settembre 2010 sollecitato dal maestro Emanuele Cardi iniziammo ad avere i primi approcci con il maestro organaro Glauco Ghilardi di Lucca, il quale mi fece pervenire il primo progetto per la costruzione di un nuovo organo per la nostra chiesa.
Passarono ancora degli anni ed il progetto restò nel cassetto in attesa di tempi migliori.
Finalmente nell’Agosto del 2014, chiudendo il 50° anniversario della costituzione giuridica della Parrocchia e volendo lasciare un segno di questo anniversario, firmammo il contratto con il maestro organaro Glauco Ghilardi.
Un grazie affettuoso e fraterno al maestro Emanuele Cardi che in questi due anni ha curato e seguito tutta l’opera di costruzione del nuovo organo.
Oggi l’organo è una realtà e con la sua costruzione possiamo dire di aver portato a termine quel programma che avevamo lanciato nel lontano 2007 con paura e preoccupazione, puntando soprattutto sulle armi a nostra disposizione: il coraggio ed un po di pazzia.
Sono certo che il suono dell’organo renderà più solenni le nostre liturgie, ma ancora di più avvicinerà sempre più il nostro cuore al Signore.
Un grazie di cuore a tutti coloro che con generosità e amore contribuiscono alla crescita della nostra comunità di Avellino.
Un grazie al Signore e al Cuore Immacolato di Maria nelle cui mani abbiamo riposto sempre ogni nostra speranza.

Avellino, 9 ottobre 2016 Il Parroco
Giubileo straordinario della Misericordia
f. Roberto Luongo +

 

studenti_da_GHilardi.jpgUn nuovo organo a canne per la città di Avellino
Emanuele Cardi - docente di Organo e Composizione Organistica presso il Conservatorio di Cosenza

La realizzazione di un nuovo organo rappresenta un notevole investimento per la cultura musicale di un’intera comunità e si configura come un’opera destinata a durare per generazioni; motivo per cui le scelte fatte in sede di selezione del costruttore ed orientamento stilistico dello strumento devono essere compiute con particolare attenzione, consapevoli che una volta intrapreso il cammino non sarà più possibile tornare indietro.
Personalmente non ritengo attuabile la realizzazione di uno strumento – per giunta di piccole dimensioni – sul quale poter eseguire in modo stilisticamente corretto ogni sorta di letteratura. L’organo è uno strumento che vanta una letteratura estesissima: dalla fine del Medioevo fino ai giorni nostri e che più di tutte risente delle caratteristiche degli strumenti per i quali è stata composta. Ogni nazione ha sviluppato una propria scuola organaria con peculiarità che arrivano talvolta a rendere quasi impossibile l’esecuzione di determinati repertori su strumenti che non hanno quelle specifiche caratteristiche. Si comprende quindi che la realizzazione di uno strumento eclettico, sul quale poter eseguire qualsiasi repertorio, può essere fatta solo se si è disponibili a rinunciare ad una “caratterizzazione” dello strumento con la conseguente perdita di identità di ciò che si andrà a suonare.
Si è deciso quindi di realizzare uno strumento che avesse una specifica “proprietà di linguaggio” ispirata all’organaria della Germania del Nord con particolare attenzione alle opere dell’organaro Arp Schnitger. Gli strumenti di Schnitger appartengono ad un periodo storico la cui letteratura organistica è tra le più vaste e gli autori che si incontrano sono tra i più noti: Sweelinck, Scheidt, Tunder, Buxtheude e, certamente non ultimo, Johann Sebastian Bach, giusto per citarne alcuni. Lo strumento consentirà di eseguire con notevole aderenza stilistica uno dei repertori più ricchi e conosciuti, consentendo comunque di arrivare agevolmente fino ad alcuni autori del primo Romanticismo.
L’organo di Avellino non è il primo ad essere stato realizzato in Campania secondo questi principi; si inserisce infatti in una rosa di fortunati strumenti quali quelli presenti a Battipaglia (Ghilardi, 1996, ispirato al barocco tedesco - Carli, 2004, ispirato al barocco italiano – T. C. Lewis 1846, scuola inglese XIX sec.) e a Vairano (Mascioni, 2011, ispirato al celebre organaro francese Aristide Cavaille-Coll) che tanto interesse hanno destato sia tra gli esperti del settore che tra coloro che hanno avuto modo di ascoltare questi strumenti.
Sono sicuro che il nuovo organo della Chiesa del Cuore Immacolato di Maria - seppur con le sue dimensioni contenute - farà parlare di se, offrendo un fondamentale contributo alla crescita culturale della città e del panorama organistico campano.

 

Il nuovo organo della Chiesa del Cuore Immacolato di Maria
Glauco Ghilardi - Costruttore


ghilardi.jpgL’organo realizzato per la Chiesa del Cuore Immacolato di Maria di Avellino cerca di rispondere a quelle esigenze a cui, in un certo senso, cercano di rispondere tutti gli strumenti di piccola dimensione che non possiedono, cioè, una grande quantità di registri e di risorse.
Solo con i suoi quindici registri reali, l’organo del Cuore Immacolato di Maria cerca di far fronte sia alle più diverse esigenze liturgiche, sia al maggior numero possibile di richieste interpretative e timbriche per l’esecuzione della grande letteratura organistica.
Ci possono essere, ovviamente, tanti punti di vista e tanti, modi per perseguire questo fine. La strada che abbiamo scelto, comunque, non si è basata su una congettura esclusivamente soggettiva e personale ma abbiamo pensato che il modo migliore per dare una risposta fosse quello di “guardare” la Storia e capire come i grandi maestri organari del passato abbiano affrontato il problema.
Negli anni della sua maturità artistica l’insigne organaro Arp Schnitger (1648 – 1719), forse influenzato da C. Donat, produsse diversi strumenti di ridotte dimensioni dei quali sopravvive quasi intatto l’organo di Dedesdorf (1697-98) e proprio a questi ci siamo riferiti con grande intensità.
Una delle loro caratteristiche più importanti è di avere un “somiere doppio”: i copri sonori di ambedue le tastiere cioè, sono collocati sul medesimo somiere che è dotato di una doppia serie di valvole.
Ciò consente, essendo di conseguenza unica la cassa di risonanza, che i registri di una tastiera possano efficacemente essere uniti a quelli dell’altra e la fusione dei suoni avviene in maniera molto facile e naturale.
Si crea così la possibilità, per mezzo dell’unione delle tastiere, di avere una notevole quantità di valide combinazioni: molte di più di quello che ci si potrebbe aspettare dal numero limitato di registri.
Queste combinazioni, inoltre, sono amplificate dalla trasmissione al pedale dei registri Principal 8’ del Hauptwerk e della Trompete 8’ del Positiv.
Se questi risultati auspicati si riscontrino effettivamente anche nell’organo di Avellino è una risposta che lasciamo a chi ascolterà e userà lo strumento.
Possiamo solo dire che, per partecipare a questa stimolante impresa, abbiamo sinceramente cercato di lavorare al massimo delle nostre capacità e ringraziamo i Padri Francescani e la Comunità Parrocchiale per aver avuto la sensibilità di completare la Chiesa del Cuore Immacolato di Maria con questo strumento e di avercene dato l’opportunità.