Organo Ghilardi S. Maria della Speranza  E' stato costruito secondo i modelli strutturali e fonici propri dell'organaria barocca transalpina ed è considerato, tra gli strumenti di nuova costruzione, uno degli organi più interessanti d'Italia. Nell'ultimo secolo l'intento utopistico di costruire un organo adatto all'esecuzione della letteratura organistica di ogni tempo e regione, unitamente alle abbaglianti attrattive offerte dalla possibilità di elettrificare la trasmissione ed i comandi della consolle, avevano finito con lo snaturare il ruolo dell'organaro, imponendogli di rinunciare a gran parte dell'antica sapienza artigiana che ne aveva da sempre caratterizzato l'opera. Recentemente il diffuso interesse volto a preservare l'integrità stilistica ed il valore culturale degli organi storici, nonché un più serio studio delle fonti musicali, hanno favorito un graduale processo di riappropriazione di quella coscienza storica e di quelle capacità tecniche necessarie alla realizzazione di strumenti che risultassero utili all'assemblea dei fedeli costituendo parallelamente anche motivo di elevazione culturale.
 
Al giorno d'oggi risulta assai difficile pensare ad uno strumento nuovo che non sia a trasmissione meccanica (almeno per quanto riguarda le tastiere e la pedaliera); 
ciò non di meno è tutt'altro che semplice fornire una risposta precisa ai problemi stilistici che accompagnano inevitabilmente la costruzione di un organo nuovo.

A complicare ulteriormente le cose intervengono numerosi fattori, tra i quali assume un'importanza fondamentale quel processo di globalizzazione sociale per cui lo scambio di valori ed informazioni tra realtà culturali anche notevolmente distanti non incontra più alcun ostacolo. Dal punto di vista stilistico il nuovo organo della chiesa di S. Maria della Speranza occupa una posizione per certi versi innovativa nel panorama degli strumenti di recente costruzione: frutto dello studio approfondito di una determinata scuola organaria - quella della Germania del Nord, e particolarmente dell'opera dello Schnitger - e della sensibilità stilistica del costruttore, l'organo di Battipaglia, pur presentando le caratteristiche di uno strumento di nuova concezione, si rivela comunque legato ad una determinata tradizione, venendo pertanto a rappresentare un elemento di continuità tra passato e presente.

La cassa dell'organo è stata disegnata sulla base degli elementi stilistici propri del barocco nordico ed i corpi dell'organo sono stati distribuiti secondo il Werkprinzip , ossia ponendoOrgano Ghilardi le quattro sezioni dell'organo (corrispondenti alle tre tastiere e alla pedaliera) ognuno in una cassa propria individuabile anche dall'esterno. 

 Le misure delle canne sono state prese dall'organo Schnitger di Cappell, mentre la disposizione fonica è stata definita con la consulenza del prof. Harald Vogel. Sfortunatamente l'acustica non ottimale della chiesa ha suggerito di collocare lo strumento lateralmente all'altare, a livello del piano presbiteriale. Questo accorgimento, se da un lato ha permesso di contenere gli effetti deleteri derivanti dall'inconsueta conformazione del catino absidale e dalla presenza di un ampio deambulatorio retrostante l'altare, ha purtroppo imposto la sostituzione del Ruckpositiv, comune nelle opere di Schnitger e prospiciente la cantoria, con un Oberwerk situato immediatamente sopra la sezione del Grand'Organo(Hauptwerk). 

Lo strumento costruito da Glauco Ghilardi nel 1995 è collocato in cornu evangelii al livello del piano presbiterale. La cassa è realizzata in ciliegio americano massiccio con fregi in legno di tiglio scolpiti a mano e dorati, opera degli artigiani battipagliesi Rocco e Giuseppe Fasano. Le griglie che nascondono le canne del Brustwerk recano dipinti lo stemma della città di Battipaglia e quello dell'istituto dei Padri Stimmatini. In facciata, le due canne centrali dell'Hauptwerk recano sui labbri due mascheroni dorati dall'aspetto antropomorfo realizzati in rame e lavorati a sbalzo; sopra di essi, entro la cassa dell'Oberwerk, sono poste due canne diversamente decorate.

Le Canne della facciata sono in stagno al 70%, quelle interne rispettivamente al 5% ed al 28% per i flauti e per tutti gli altri registri. L'accordatura, in tondo per tutte le canne ad esclusione di quelle della facciata, adotta il temperamento Kellner (La = 440 Hz).

L'organo ha tre tastiere di 54 tasti (Do1-Fa5) con stichmass ridotto, una pedaliera rettilinea di 30 note (Do1-Fa3), 35 registri ed unioni OW-HW e HW-Pedal. La trazione è integralmente meccanica per le tastiere, la pedaliera ed i registri.

L'alimentazione è ottenuta mediante due mantici cuneiformi collocati in un vano retrostante l'organo; i somieri sono del tipo a tiro in mogano massiccio. 

Oberwerk (I)     Hauptwerk (II)  
Gedackt  8'    Quintadena  16'
Quintadena  8'   Præstant  8'
Præstant  4'
  Hohlflöte 
 8'
Rohrflöte   4'   Octave  4'
Nasat  3'   Spitzflöte  4'
Gemshorn
 2'   Octave  2'
Octave  2'   Quinte  3'
Sifflöte  1 1/3'   Tertia  1 3/5'
Termia   1 3/5'   Misture  V-VI
Scharff   IV-V   Trompete  8'
Dulzian   8'    

Brustwerk (III)    Pedal  
Holzgedackt  8'  Praestant   16' 
Blockflöte   4'  Octave  8'
Præstant 
 2'
 Octave 
 4'
Scharf  II  Nachthorn  2'
Regal  8'  Mixture  IV
     Posaune  16'
     Trompete  8'
     Cornet   2'

Accessori   Unioni 
Tremolo  Ow/Hw
   Hw/P 
   Uccelli 
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